
Olio extravergine d'Oliva
Conosciamo l'olio extravergine di oliva!
Innanzitutto bisogna sapere che ho dei contatti in Italia (Puglia, Sicilia, Toscana) e posso quindi assaggiare costantemente l'olio extravergine di oliva dei produttori delle zone. Il metro di misura è il palato: quando un olio mi piace particolarmente, lo acquisto in “grandi” quantità. Questo mi permette di utilizzarlo sia in famiglia che per la preparazione dei miei prodotti e di commerciarlo in Svizzera, dove è difficile trovare dell'olio di ottima qualità a prezzi imbattibili come i miei. L'olio de Il Nostro Orto è senza etichetta, prodotto da privati e non destinato al commercio. Introvabile, quindi!
L'olio extravergine di oliva
Olio extravergine significa che non è stato alterato e che le olive sono state raccolte con procedimenti meccanici o, meglio ancora, a mano, come nel caso dell'olio di cui dispongo. Questo olio non è stato nè riscaldato nè raffinato.
Si tratta di olio extravergine di oliva pressato a freddo e non filtrato, che
viene messo in lattina nel giro di poche ore dal raccolto.
Il produttore
afferma che l'acidità massima si situa attorno allo 0,2 %, ciò significa che la
qualità delle olive è ottima. La percentuale massima concessa ad un olio
extravergine (per legge) è l'1 %.
Questo è un olio puro e non raffinato,
che non è stato mischiato con altri olii (come succede a certi olii che si
trovano in commercio nei vari supermercati, per dargli un colore
cristallino...). In pratica, è davvero puro!
Siccome non ha subito
processi di alterazione, si viene confrontati con il deposito: l'olio infatti
può risultare torbido e "strano" ai nostri occhi ed è per questo che bisogna
fidarsi del palato, assaggiandolo! Il deposito presente indica appunto la
purezza del bio e dei prodotti fatti in casa.
Provare per credere!
Piccola Guida all'Olio Extravergine di Oliva
Chi produce olio
Un prodotto segue un percorso obbligato che
partendo dall'idea, attraverso il suo sviluppo, porta alla determinazione del
metodo di produzione: fasi che, nelle diverse realizzazioni, ne fanno la sua
storia.
Anche il mondo dell'olio è caratterizzato da queste
fasi:
- produzione delle olive affidata alle cure
dell'agricoltore;
- loro lavorazione: dalla frangitura all'ottenimento
del prodotto finito, svolta dal frantoiano;
- imbottigliamento, che ne
permette la collocazione sul mercato. L'agricoltore produce le olive e le affida
o vende al frantoiano, che provvede alla loro naturale trasformazione in
olio;
- L'olio ricavato può essere imbottigliato:
- dallo stesso
agricoltore
- dal frantoiano che lo ha prodotto e che ne garantisce la
qualità
- dall'imbottigliatore.
- Se ne deduce che:
-
l'agricoltore può imbottigliare il proprio olio
- il frantoiano può
imbottigliare l'olio dei vari agricoltori da cui ha ritirato le olive
-
l'imbottigliatore, invece, confeziona l'olio che ha acquistato dai frantoiani o
da altri mercati.
L'imbottigliatore solitamente miscela diverse tipologie
di olio, spesso scegliendole sulla base dei loro prezzi al fine di mantenere la
competitività di mercato.
Che cosa è un olio
E' un
grasso alimentare di origine vegetale alla stato liquido. Come tutti gli altri
grassi vegetali, fornisce nove calorie per grammo. E' praticamente privo di
colesterolo. E' costituito prevalentemente da acido oleico (monoinsaturo) e da
una quantità ottimale di acidi linoleico e linolenico (polinsaturi). La scienza
della nutrizione riconosce all'Olio Extra Vergine di Oliva la più equilibrata
composizione di acidi grassi (saturi, monoinsaturi, polinsaturi), la più idonea
tra quelle degli oli vegetali ai fini nutrizionali. E' particolarmente indicato
perché facilita l'assorbimento delle sostanze essenziali per la crescita. I suoi
componenti infatti sono in alcune parti simili a quelli del latte
materno.
Caratteristiche di un buon olio extravergine di
oliva
L'olio, come tutti i prodotti naturali, non ha un gusto
definibile in quanto ci sono tante sfumature che lo arricchiscono di sapori,
prima fra tutte quella determinata dalla varietà delle olive da cui viene
ricavato che conferisce all'olio la sua maggiore caratteristica.
Non
esiste l'olio "migliore" ma ci sono tanti tipi di olio (potenzialmente tutti di
grande qualità) che in base a diversi fattori subiscono delle caratterizzazioni
di gusto.
Quello che in realtà manca è la cultura del gusto dell'olio, il
modo di considerarlo contrariamente a quanto avviene per i grandi vini. Il
Barolo, il Chianti, l'Amarone solo per citarne alcuni, si adattano a pietanze e
a momenti diversi; nessuno può affermare quale sia il migliore in assoluto, si
potrà al massimo preferirne uno anziché l'altro, ma certamente tutti in
occasioni differenti potranno esprimere la loro preziosità.
Sull'olio
invece non si è ancora formata questa cultura anche se i primi segnali iniziano
ad intravedersi, occorre assaporare un olio per scoprirne le sue sfumature.
Assaporare un olio significa scoprire le sue caratteristiche, sentire la sua
freschezza il gusto netto dell'oliva, la consistenza o la sensazione tattile
come quando si assapora un brandy, l'assenza di difetti che ci lascia in bocca
una piacevole sensazione come un buon caffè che a distanza di qualche minuto
lascia ancora percepire il suo piacevole aroma.
Scoprire gli aromi più
ricorrenti con le loro intensità quali: il profumo dell'erba appena tagliata, il
gusto di un pomodoro, il sapore di un carciofo, la delicatezza di una mandorla o
di una mela.
La sensazione di amaro o la sensazione del piccante
dell'Olio Extra Vergine di Oliva, che molto spesso si confonde con l'acidità
dell'olio, sta invece a significare che è un olio ottenuto da frutti sani al
giusto punto di maturazione e che perciò presenta una sensazione, prodotta dagli
aromi, più o meno intensa detta "fruttato" o gusto netto di oliva che si attenua
e svanisce durante la deglutizione ed è in generale un elemento positivo
dell'olio.
Molto spesso questa sensazione è interpretata come elemento negativo, ma è
solo un retaggio procurato dalla grande industria dell'olio che si è preoccupata
di creare un gusto mediato perché fosse accettato da tutti, uguale tutti gli
anni, adatto ad un mercato internazionale, a discapito della tipicità del
prodotto. Lo stesso discorso vale per la limpidezza dell'olio: all'inizio può
essere torbido e denso, (quinidi forse non piacevole al senso della vista) e più
tardi può diventare limpido e cristallino, per decantazione naturale. Questo non
avviene sempre, non avviene per tutti i tipi di olio extravergine e non è
necessariamente sempre segno di ottima qualità, anche se ci permette di
stabilire che non è un prodotto industriale ma, piuttosto, casereccio.
L'industria invece, ci impone, come detto sopra, sempre lo stesso colore e la
stessa densità.
E' per questo che si invita a riscoprire tipicità e
genuinità nella scelta del prodotto proprio per non essere considerati clienti
da mensa aziendale.
I suoi pregi
- Fresco: la sensazione
del frutto appena spremuto, dovuta ad una discreta presenza di aromi.
-
Piccante: leggero pizzicore, che sparisce dopo pochi istanti dalla deglutizione.
La sua presenza è un indicatore certo della integrità e salute del
frutto.
- Armonico: quando profumo, gusto e sensazione tattile sono in
perfetto equilibrio.
- Fruttato: è l'insieme degli aromi, intensi e stabili
durante tutto l'anno dopo la spremitura.
- Gentile: tipico di certe zone di
produzione e di varietà di piante. La nota aromatica è lieve.
- Amaro: la
sensazione di amaro si avverte in fondo al palato.
A questi pregi
dobbiamo premettere il requisito della pulizia del gusto o assenza totale di
difetti.
I suoi difetti
- Rancido: sensazione sgradevole di
melone stramaturo o di zucca; è dovuto all'invecchiamento dell'olio causato
dalla luce, dal calore, dall'ossidazione.
- Muffa: deriva dalla cattiva
conservazione delle olive prima della spremitura. Inibisce la salivazione.
-
Cotto: deriva della cattiva conservazione delle olive prima delle spremitura.
Sensazione di legumi bolliti e/o riscaldati.
- Agro-avvinato: deriva dalla
fermentazione delle olive ammassate prima della spremitura. Sensazione di
acetico, astringente.
- Morchia: deriva dal prolungato contatto dell'olio
con i depositi naturali residui. Sensazione di sporco.
- Grasso-saponoso:
sensazione prodotta dalla spremitura di olive colpite dalla mosca olearia.
-
Grossolano: sensazione di mancanza di armonia e di pulizia in generale. Deriva
dalla spremitura di olive differenti dal punto di maturazione e non in
perfetto stato di conservazione.
Assaggiare un
olio
Che senso ha condire se non si conosce bene ciò che si aggiunge
agli alimenti?
Se non si assaggia prima il condimento si rischia di
rovinare un piatto, di alterare sapori, di rendere poco gradevole un cibo. Si
assaggia una maionese, si assaggia una salsa, si assaggia un sugo. Perché non si
ha altrettanta cura quando si deve condire con un Olio Extra Vergine di
Oliva?
Non c'è l'abitudine all'assaggio dell'olio. L'assaggio dell'olio
avviene di norma versando dell'olio "crudo" su una fetta di pane, ma è ancora un
rituale sconosciuto ai più e l'acquisto di un Extra Vergine avviene spesso ad
occhi bendati.
Sono tutt'altro che frequenti i confronti fra un olio ed
un altro per stabilire termini di paragone e scelte idonee. Assaggiare un olio è
un esercizio da imparare che rasenta il piacere del gioco. Si devono mettere
all'erta i sensi e predisporsi ad un esercizio ripetuto della memoria. Le
associazioni dei sapori, il ricordo di impressioni olfattive e palatali
concorrono ad una precisa messa a punto dell'impatto che l'Olio Extra vergine di
Oliva può avere sui nostri sensi.
L'adesione o il rifiuto possono essere
immediati oppure meditati dopo alcuni momenti di riflessione in cui ognuno si
interroga. Solo dopo un'attenta analisi di tutti i fattori percettivi si può
giudicare se un Olio Extra Vergine di Oliva risponde alla nostre attese, è il
condimento per noi "giusto" per quel piatto, se ne basta un filo o se si può
essere più generosi.
Il gioco dell'assaggio
Il metodo
più semplice per conoscere l'olio è quello di acquistare una bottiglia, meglio
se acquistata da un amico esperto, per confrontarla con l'Olio che si ha in
casa.
Metodo olfattivo:
Si versa l'equivalente di un
cucchiaio da minestra per ciascun tipo di Olio in due bicchierini.
Si
scalda il contenuto con il palmo della mano per liberare gli aromi volatili che
così esaltano l'olfatto ad avvicinando il naso all'Olio si inspira lentamente e
profondamente due o tre volte di seguito.
Memorizzare, ripetere se
necessario dopo un minuto.
Metodo
gustativo:
Successivamente si assaporano due pezzetti di pane dopo
averli fatti sfiorare appena la superficie dell'Olio per rilevarne il suo
gusto.
Oppure, portando il bicchiere sul labbro inferiore, si introducono
l'equivalente di dieci gocce di Olio sulla lingua, muovendola per qualche
istante.
Si chiudono i denti e con le labbra semi chiuse, si asporta la
lingua in avanti sotto i denti superiori e si inspira aria velocemente due o tre
volte in rapida successione, aiutandoci con i muscoli addominali.
L'aria
miscelandosi all'Olio, irrora la lingua ed il palato.
Memorizzare ed
espellere. Ripetere se necessario dopo aver pulito il palato con acqua
naturale.
Maggiore è la presenza di aroma, maggiore è il tempo di attesa
fra un assaggio ed un altro.
L'Olio con difetti si assaggia per
ultimo.
Requisiti personali:
Buona salute. Evitare l'uso e
il consumo di profumi, deodoranti, rossetto, fumo, caramelle,
caffè.
L'assaggio può essere effettuato dopo un'ora dalla prima
colazione. Nel pomeriggio dopo le ore 17.00.
Requisiti
generali:
Concentrazione, spersonalizzazione,
memorizzazione.
Massimo quattro assaggi al mattino, intervallati da
pulizia orale con acqua naturale.
Effettuare sempre uno screening olfattivo
per decidere in che ordine degustare i campioni in esame.
Requisiti
particolari:
Ambiente mq. 10-20, con pareti bianche, ben aerato;
acqua naturale, pane.


