La Coltivazione
Questo è un tasto molto delicato, dovete scegliere e pianificare
perfettamente la tempistica per riuscire ad effettuare il trapianto
finale al momento giusto.
Per quanto concerne questa pagina, le spiegazioni che seguono valgono per la regione "Ticino-Svizzera", in base alle
esperienze
de Il nostro orto che ha sede a Sementina. Il clima, infatti, varia
molto da regione a regione. Bisogna poi considerare le altitudini,
i venti, l'umidità, eccetera. Di fatto, coltivarmi in Ticino o coltivarmi
in Sicilia non è proprio la stessa cosa...
Ve lo dico subito, occorre armarsi di molta pazienza, perché sono
una pianta che
cresce lentamente, ma quando inizio a produrre vi darò tante soddisfazioni!
Alcuni dicono che è facile coltivarmi, che cresco rapidamente... ma nella
nostra regione non è così. E se
fosse davvero facile risulterebbero incomprensibili alcune tecniche
e alcuni accorgimenti speciali utilizzati che troverete elencati di
seguito...
Innanzitutto bisogna trovare i semi: li potete estrarre dai peperoncini freschi che trovate, per esempio, al mercato degli ortaggi. Ma questi semi non garantiscono la purezza della specie. E' consigliato, per avere risultati "sicuri", fare capo a chi si occupa professionalmente o hobbysticamente anima e corpo al mondo peperoncino, premurandosi di isolare (come vedremo) le varietà in modo accurato. In caso di acquisto, il prezzo dei semi di peperoncino è molto alto, soprattutto per specie e varietà particolari; da qui nasce la presa di coscienza che... è meglio imparare ad isolare le proprie coltivazioni! Sappiate comunque che ci sono persone che adottano lo scambio dei semi, cosa che può far risparmiare notevolmente. Nella pagina dei links troverete dei riferimenti di grande qualità, con le spiegazioni del caso.
Coltivazione "al naturale"
Bisogna innanzitutto procurarsi il materiale:
- Mini serre/germinatoi

Si trovano in qualsiasi negozio tipo Mauser, Brico, Obi, giardinaggio, eccetera. L'immagine è senza vaschetta nera interna. La vaschetta nera è quella che trovate acquistando le piante in negozio per i trapianti di basilico, melanzane, eccetera. Addirittura esistono i set completi.
- Terriccio da Semina e Terriccio per Solanaceae


E' assolutamente necessario utilizzare terriccio di qualità. Ne esistono di diverse marche, ognuno con le proprie caratteristiche. I migliori sono quelli per uso professionale, indicati qui sopra. Sono perfetti per creare i "cubetti" pieni di radici. Si trovano presso Mauser e costano poco meno di 20 franchi per 70 litri.
- Una serretta per portare avanti la crescita

Serrette di questo tipo si trovano su ebay, in qualche negozio di giardinaggio, sui cataloghi "verdi" che più o meno tutti riceviamo a casa ed il loro prezzo si aggira attorno ai 50 franchi. Le misure (L-P-H) sono di circa cm 70x50x150
- Una serra grande se occorre

Per questo tipo di serre vale lo stesso discorso fatto per le serrette. La dimensione (L-P-H) di quella nella foto è di cm 200x120x200 ed il prezzo su ebay è di circa 50 euro.
- Vasetti per un eventuale primo trapianto (diametro cm 8x8)

I vivaisti vi vendono volentieri quelli già usati a prezzi stracciati. A voi tocca però pulirli e disinfettarli... Se vi va bene ve li regalano (cose mai viste...).
- Vasi definitivi (diametro da cm 18 a cm 30)

Si trovano dappertutto. Attenzione: i prezzi possono variare molto in base al
negozio scelto! A seconda delle dimensioni che la pianta raggiunge in età
adulta, adeguare la misura del vaso. Un link per l'acquisto in Italia: www.fedigiovannetti.com.
- Agriperlite

Che cos'è l'agriperlite? Sono quelle palline bianche che troviamo quando acquistiamo melanzane, basilico, eccetera, pronti per il trapianto. Si tratta di roccia vulcanica che, in seguito ad un processo termico, si espande diventando "gommosa" e leggerissima. Assolutamente non inquinante, l'agriperlite è molto porosa e, miscelata al terriccio, assorbe elevate quantità di liquidi. Il suo utilizzo permette un rapido sviluppo delle radici, ossigenandole e mantenendo il substrato sano e sterile. Il suo prezzo è un enigma, ma si consiglia vivamente di acquistarla presso www.fedigiovannetti.com. Inoltre, è disponibile anche su ebay. Attenzione però che sia AGRIperlite, che è diversa da quella utilizzata nell'edilizia.
- Vermiculite fine (Germisol F)

Come l'agriperlite, la vermiculite è un grande aiuto nella coltivazione,
soprattutto per quanto concerne la semina. Essa va distribuita sopra il
terriccio seminato inibendo così l'evaporazione dell'acqua e ritardando il
disseccamento del substrato. Favorisce l'isolamento termico e riduce la
frequenza delle innaffiature. Questo crea un microclima molto favorevole alla
germinazione dei semi. Volendo, la si può anche miscelare in piccole dosi al
terriccio. Per il prezzo vale lo stesso discorso fatto per l'agriperlite...
Finalmente possiamo iniziare a coltivare...
La semina può iniziare a fine gennaio con le varietà più delicate come i Chinense e può proseguire fino al mese di marzo per gli Annuum. Il procedimento, per quanto indicativo, vale per tutte le specie.
Si dice che tutto quello che cresce sopra la terra vada seminato all'inizio della luna crescente. A voi la scelta!
Iniziamo a preparare i germinatoi, riempiendo le vaschette nere (contenitori alveolati) con il terriccio da semina mischiato con il 10% di vermiculite. Se il terriccio si presenta con dei grumi troppo grossi, lo dobbiamo semplicemente sfregare tra le mani, in modo da renderlo fine.
Mettiamo uno o due semini equidistanziati tra loro a 3-4 mm di profondità. Ricopriamo con un po' di terriccio il quale verrà poi ricoperto completamente con uno strato di vermiculite.
Se i semi germoglieranno entrambi, sceglieremo il più forte ed elimineremo il più debole. Se poi sembrano entrambi forti, uno dei due potremo tentare di metterlo in un vasetto, salvandolo.
A questo punto bisogna immergere la vaschetta in acqua tiepida, in modo che l'acqua arrivi al massimo fino a metà altezza lasciando che il terriccio assorba capillarmente l'acqua fino alla superficie. Fatto questo, con l'utilizzo di uno spruzzino, vaporizziamo altra acqua sulla superficie per umidificare meglio.
I semi sono ora pronti per germogliare. Dobbiamo coprire il nostro semenzaio con l'apposito coperchio trasparente, mantenere sempre umido l'ambiente e il terriccio ma soprattutto ci dobbiamo preoccupare di mantenere la temperatura costantemente tra 25 e 30 gradi. Temperature più alte fanno cuocere i semi, temperature più basse possono farli marcire.
Per questo scopo esistono mini-serrette riscaldate e cavi riscaldanti con termostato, ma si può ovviare a ciò sfruttando il calore di lampadine, riscaldamenti o quant'altro.
Possiamo quindi mettere i germinatoi nella serretta. I tempi di germinazione variano molto da specie a specie e da varietà a varietà. Gli annuum sono i più rapidi: possiamo vedere i primi germogli già entro una decina di giorni; i chinense, invece, possono impiegare anche un mese e più.
Dopo la germinazione (quando il germoglio appare in superficie e finalmente è "aperto") bisogna togliere il coperchio; la piantina necessita sempre di calore, almeno per un paio di settimane, anche tre. Poi non è più necessario mantenere i 25 gradi, si può tranquillamente scendere attorno ai 20°. Diciamo che quando si vedono le prime 6-8 foglie vere si può scendere con le temperature.
Quello di cui invece necessita, è tanta, tanta, tantissima luce. Ma non ancora la luce diretta del sole. E' bene che il sole ci sia ma l'importante è che non batta troppo forte sulle foglie perché vi è il rischio di bruciarle. Le prime foglioline vanno trattate come... il sederino di un neonato!
Dunque, temperature attorno ai 20 gradi e tanta luce fanno sì che la piantina cresca poco in altezza ma molto in larghezza; il fusto si rinforza e la crescita di foglie è più vigorosa. Se invece le vostre piante sono alte e gracili, si dice che "filano": troppo caldo e troppa poca luce.
Ed ora le nostra piantine iniziano a crescere. Lo scopo della prima fase è quello di permettere alle radici di avvolgere completamente il terriccio, creando il "panetto". Questo si può iniziare a verificare quando le radici escono dal buchino sul fondo della vasca. E' il momento dunque di trapiantare le piantine in vasetti più grandicelli (cm 8x8).
Con il primo trapianto ci sono alcuni cambiamenti: il terricico da semina non è più necessario, possiamo già utilizzarne uno per solanaceae, al quale misceleremo un 5% di vermiculite e un 30% di agriperlite. In superficie metteremo sempre un po' di vermiculite per evitare il rapido disseccamento.
Ora possiamo dare il permesso al sole di fare conoscenza approfondita con le nostre piantine e, se il clima lo permette, possiamo iniziare a portare la serretta all'esterno di giorno e riportarla dentro di notte. A tale scopo possiamo già preparare, se del caso, la serra grande da lasciare, per esempio, in balcone o comunque all'aperto, al riparo soprattutto dal vento.
La serra grande, se il clima è ancora un po' ostile, si può riscaldare con un "caldobagno", un riscaldamentino con termostato, che soffia aria calda. Costano circa Fr. 20.--. Dobbiamo cercare di mantenere la temperatura attorno ai 20 gradi. Quando saremo certi del mantenimento della temperatura, allora potremo trasportare in serra le nostre piantine, già travasate nei vasi da cm 8x8.
Non ci rimane che tenere il tutto sotto controllo, bagnando regolarmente ma senza eccessi e ristagni. Calcolando che il trapianto finale può avvenire nel mese di maggio (attenzione però alle gelate improvvise), procederemo a tempo debito all'ultimo rinvaso o alla messa a dimora direttamente in campo.
Il trapianto va effettuato in modo che il terreno/terriccio ricopra la pianta fino quasi all'altezza dei cotiledoni (le prime 2 foglioline nate). Questo è importante, perché ad un certo punto la pianta di peperoncino inizia a produrre radici più in alto, proprio da sotto i cotiledoni.
I vasi adatti hanno il diametro che varia da 18-22 cm per piante piccole, fino a 28-30 cm per piante grandi.
Ora dobbiamo solo aspettare i nostri frutti, dando alle piante tanto amore, tante cure, acqua (dopo il tramonto) e nutrimenti. Il miglior nutrimento rimane sempre il letame del contadino, stagionato almeno 6 mesi e messo in campo in autunno. Esistono concimi liquidi e solidi, a voi il compito di scoprirli e sperimentarli. Il campo va vangato prima della messa a dimora. Se possibile, pacciamatelo, mettendo del tessuto non tessuto (tnt) nero, in modo che le erbacce non crescano e non infastidiscano le piantine. Si applica il tnt sopra il terreno vangato e, quando è il momento del trapianto, si fa una croce con un taglierino o un coltello affilato dove dovrà passare la nostra piantina. La si mette a dimora e via così!
I frutti possiamo raccoglierli verdi, rossi, quando ci pare, non strappandoli dalla pianta, bensì tagliando con delle forbici il picciolo. E' sempre meglio aspettare che siano maturi, questo sì, ma fate i vostri assaggi, è divertente!
Le piantine (ormai piantone), in autunno non devono per forza morire! Tutte quelle che avremo coltivato in vaso le potremo portare, per esempio, in un giardino d'inverno a svernare. L'anno dopo, con un nuovo rinvaso e una potatina, riprenderanno la loro vegetazione con il vantaggio che saranno già adulte.
Una pianta di peperoncino si dice possa vivere fino a 6-7 anni, se mantenuta in salute. Fate le vostre scoperte!
Coltivazione "tecnologica"
La coltivazione "tecnologica" è una cosa buona, soprattutto dalle nostre parti, dove le solanaceae non sono mai belle e rigogliose come, per esempio, nell'Italia del Sud.
Si tratta semplicemente di ricreare l'ambiente giusto per far nascere e crescere le nostre piantine, facendo loro raggiungere "l'adolescenza" nel migliore dei modi fino a che il clima di metà/fine maggio sarà finalmente a loro congeniale.
Coltivando in questo modo, si ottengono risultati nettamente migliori, sia a livello di germinazione dei semi, sia a livello di qualità delle piante e dei frutti.
Partiamo dalla semina, che verrà effetuata in germbox con il "metodo scottex". Che cosa significa tutto questo?
Il metodo scottex consiste nell'appoggiare delicatamente dei semi su un doppio strato di carta da cucina impregnata di acqua. Come si faceva alle scuole elementari quando ci facevano seminare il mais nell'ovatta. E funziona maledettamente bene!!!
Ma che cos'è un germbox?
Un germbox è una scatola di plastica, come per esempio una vaschetta del gelato, oppure una tipo Tupperware, Curver, eccetera, all'interno della quale si crea un ambiente riscaldato (28°-30°) per mezzo di un apposito cavo + termostato. E' più facile mostrarlo che spiegarlo; ecco il germbox de Il nostro orto:
Scatola tipo tupperware, acquistata da "Da Moreno",
Sementina,
Misure 75cm x 35cm x 15cm, circa Fr. 15.--:

L'interno è isolato con lastra di polistirolo (spessore 2 cm) e bloccato con
fiocchi di polistirolo:

Il buco per il passaggio dei cavi:

Termostato, 15 euro, acquistato al Reptiles
Center:

La sonda del termostato (precisazioni più sotto):

Il cavo riscaldante (90W, 7,5 metri di parte riscaldante,
totale 9,3 metri, 18 euro al Reptiles
Center):

Cambrette per il fissaggio del cavo al polistirolo:

Cavo riscaldante fissato saldamente con cambrette:

Il tutto ricoperto di sabbia sterilizzata in forno a 250 gradi per 4 ore, circa
3,5 cm di strato, perfettamente asciutta:

Il lavoro terminato. Il coperchio si fissa sulla scatola con un
"clack":

All'interno del germbox, appoggiate sopra alla sabbia, ci sono delle vaschette tipo Tupperware o Curver, con coperchio a pressione. Sul fondo di queste vaschette si stende un doppio velo di carta cucina, lo si bagna bene, si elimina l'acqua in eccesso e vi si appoggiano i semini, premurandosi di indicarne la varietà, che non devono né nuotare, né galleggiare, ma solo rimanere a totale contatto con l'umidità. A coperchio chiuso, l'interno delle vaschette sarà l'ambiente perfetto per la germinazione dei semi. Ecco una vaschetta pronta per il germbox:

La sonda del termostato vista sopra, penzola dal buco sfiorando la sabbia, permettendo di tarare il termostato tra 28 e 30 gradi. Occorre fare dei controlli incrociati per verificare che la temperatura nelle vaschette corrisponda a quella indicata dal termostato stesso. Ognuno deve adeguare la propria situazione/misurazione.
Dopo qualche giorno iniziano a spuntare le radichette dai semi; eccone una di tabasco (indicata dalla freccia), che fa capolino dopo nemmeno 24 ore:

A questo punto bisogna mettere i semini con la radichetta nel terricico da semina, preparato con le miscelazioni già indicate in precedenza, a 3-5 mm di profondità, per esempio in bicchieri di plastica o vasetti. Naturalmente dobbiamo dare l'umidità giusta al terriccio, bagnandolo in modo adeguato. Per evitare che il terriccio secchi prima dello spuntare del germoglio, si possono coprire i bicchieri con del cellophan fissato con un elastico. Fatto questo, i bicchierini vanno in lightbox con luci accese 24 h su 24 e temperatura attorno ai 28-30 gradi fino allo spuntare del germoglio.
Ma che cos'è un lightbox?
Un lightbox è semplicemente una serra particolare con luci adatte alla coltivazione e ventole atte al ricambio dell'aria. Ecco il primissimo lightbox de Il nostro orto, in fase di test:

Trattasi di un lightbox semichiuso (o semiaperto) a tre ripiani completamente
indipendenti. In questa immagine i due ripiani superiori sono rialzati per mezzo
di cassette di plastica, cosa che permette alle giovani piantine già presenti
di ottenere più luce.
Ogni ripiano dispone di 3 luci a risparmio energetico, 25W l'una e 6500K, come pure di una ventola da computer mm92x92 1600 rpm, regolata con potenziometro. Il ciclo giorno e notte è impostato da un timer meccanico.
Nel ripiano più basso vediamo dell'ottimo basilico fresco nato a ottobre che produce in continuazione nuove foglioline. La foto è di dicembre 2008.
Nel ripiano centrale il primo peperoncino-test, per imparare a comprendere lo sviluppo delle piantine, in modo da essere pronti per la semina 2009, avendo già risolto (o imparato a risolvere) eventuali problemi.
Nel ripiano superiore (l'unico acceso nell'immagine), vi è la semina di alcune piante carnivore.
Questo lightbox ha la possibilità di ospitare all'incirca 40 piantine di peperoncino per ripiano, in bicchieri di plastica.
Fino allo spuntare del germoglio, i bicchieri o vasi devono stare alla temperatura di 28-30 gradi, come detto. Le luci del lightbox accese 24 ore su 24 a ventole spente, permettono di ottenere questa temperatura costante.
Quando il germoglio spunta dal terriccio è il momento di togliere il cellophan al bicchierino e di iniziare il ciclo giorno e notte, con ventole sempre in funzione. Le piantine necessitano di luce per circa 16 ore al giorno e di buio per le rimanenti 8. La temperatura a luci accese deve aggirarsi attorno ai 25-28 gradi, mentre al buio attorno ai 20 gradi. Il costo dell'elettricità, sfruttando al massimo la tariffa notturna, è di circa Fr. 17.-- al mese per un lightbox modello Il nostro orto.
Seminando i Chinense a fine gennaio, si potranno mettere a marzo nella serra riscaldata (vedere sopra) le piantine già grandicelle, effettuando i rinvasi adeguatamente. Seminando gli Annuum a fine febbraio, si potranno mettere anche loro ad aprile nella serra riscaldata.
E finalmente a maggio potrà avvenire il trapianto finale, seguendo le indicazioni della coltivazione "al naturale".
La lotta ai parassiti
Si deve stare attenti, molto attenti, ai vari parassiti:
I lumaconi ne sono molto ghiotti. Per combattere i lumaconi esistono
diversi metodi: 1) Prendere un pezzo di legno, ricoprirlo di fette di patate
crude e metterlo, girato con le patate di sotto, nelle zone a rischio. Al
mattino sarà pieno di lumaconi e si potranno buttare più lontano. 2) Mettere
sparsi qua e là alcuni bicchieri riempiti per metà con della birra. Al mattino
si presenterà un brutto spettacolo... Purtroppo così muoiono. 3) Fare la
caccia al lumacone, di sera, ma ricordarsi che loro agiscono di notte o quando
piove. Quando li si cattura li si può salvare buttandoli lontano o ci si può
mettere il sale sopra che li uccide atrocemente. 4) Esiste in commercio un
prodotto anti-lumache, sono i famosi pallini blu. Vanno sparsi attorno alle
colture e fanno l'effetto del sale.
La nottua: la nottua è un bruco notturno che diventerà farfalla. Per
combatterla, bisogna proprio uscire di notte e controllare da vicino le cime dei
peperoncini: l'animalaccio infatti si arrampica fino in cima, inizia a mangiare
il centro della pianta e poi scende piano piano. In una notte può compiere uno
scempio totale, ve lo garantisco. I bruchi sono grandi circa 2 - 4 cm; vanno
presi e schiacciati, vanno uccisi assolutamente: ogni 3 settimane circa nasce
una nuova generazione, voracissima. Un punto a nostro favore è che una volta
debellati non dovrebbero più tornare; di solito sono pochi, ma non si sa mai.
Si nascondono sottoterra di giorno per cui li si può cercare appunto di giorno
scavando leggermente. Il colore è scuro, quasi nero.
Pidocchi, afidi, ragnetti rossi, eccetera. Difficilissimi da
debellare, se non con prodotti chimici. Spesso, in caso di aggressione e
infestazione, è meglio optare per l'eliminazione totale e definitiva della
pianta colpita con l'allontamento e la bruciatura. Un rimedio della nonna che
spesso funziona: sciogliere in acqua del sapone di Marsiglia e spruzzare la
mistura sulle piante interessate, a più riprese.
Come mantenere le varietà
La prima cosa da sapere è questa: non è proprio per niente un lavoro facile!
Bisogna acquistare del tessuto non tessuto (tnt) bianco. Mauser a Castione lo vende a circa Fr. 85.-- per un rotolo di 100 m. Dispone anche di sacchetti già pronti. Ancora, se ne avete la possibilità acquistatelo da www.fedigiovannetti.com.
Occorre creare o prendere un sacchetto di tnt e avvolgere alcuni rami di una pianta o la pianta intera, ma senza soffocarla: bisogna lasciare lo spazio vitale per respirare, diciamo così.
Prima di fare questo, però, bisogna eliminare dai rami scelti i fiori già presenti (già aperti) e i frutti. Questo perché potrebbero già essere stati impollinati e dunque ibridati.
Non sempre si riesce in questo lavoro di isolamento dei fiori/frutti: l'eccessivo caldo che può crearsi nel sacchetto, la mancanza di insetti come le api, abilissime fecondatrici, può portare a risultati nulli. Un accorgimento è quello di impollinare a mano i fiori all'interno del sacchetto di tnt. Si deve aprire il sacchetto e si pennellano delicatamente tutti i fiori ivi racchiusi. Al termine, richiudere attentamente il sacchetto.
Quando (se) appariranno fiori e frutti nel sacchetto, potremo finalmente eliminare il tnt e segnalare precisamente i rami che ci garantiranno di raccogliere frutti (e dunque semi) perfettamente isolati.
Per conservare i semi bisogna aprire delicatamente un peperoncino fresco, estrarne nel migliore dei modi i semi, disporli su un doppio strato di carta da cucina sul quale precedentemente è già stato scritto il nome della varietà e lasciarlo seccare per qualche settimana. Il seme è pronto quando, guardandolo in controluce, non riflette più la luminosità.
I semi vanno conservati in bustine di carta come queste, che potete liberamente scaricare e utilizzare.
Ultime indicazioni.
I peperoncini hanno paura del vento forte (peggio ancora se gelido), e della
siccità (vanno bagnati tutte le sere dopo il tramonto, non eccessivamente, ma
tutte le sere). Troppa acqua non dovrebbe comunque far loro del male, ma è
meglio evitare; in caso di eccessive precipitazioni, bisogna aiutare la terra a
drenare. Inutile dire che la terra di cui necessitano deve essere bella
"grassa". Non vanno messi vicino ai pomodori, i quali necessitano di
pochissima acqua. Piuttosto, vicino al basilico o altro. E per sicurezza,
bisogna tenere almeno una pianta in un bel vasone, misure: diametro almeno 25 cm
e profondo anche di più. Così facendo, in caso di disastri, si riesce a
salvare almeno una pianta.
Tutto il contenuto di questa pagina è soggetto a variazioni e non vuole essere una bibbia. Sicuramente può essere un valido aiuto per chi è alle prime armi con la coltivazione del peperoncino. Sono graditi e ben accetti commenti, correzioni e suggerimenti di ogni tipo.