La Passione che brucia...                                                                                      by The Swiss ChileMad


Di tutto un po'

 

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- Reportage Azienda Stuard
- Naga Morich Blues

 

 

 

 

 

 

-Inserito il 3.1.09
Naga Morich Blues
(by mich, 11.12.2008)

MI
Quel locale malfamato

lo ricordo con ardore

perché è lì che ho incontrato

il mio vero e grande amore.


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Le mie labbra rosso fuoco dopo il priiiimo assaggio

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mi dicevan che con te... con te... con te... ci vuol coraggio...



LA---------------MI
Naga Morich blues

LA---------------MI
Naga Morich blues

---------SI7------------------LA
Naga Morich blues... oh yeah....

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Brucia dentro di me...



MI
Quando ho visto che eri lì

Con quei tipi "un po' così"

ti volevo portar via...

e scoprir la tua magia


------------LA
Tutto il fuoco che c'è in te... me lo deeeeevi dare...

--------DO-------------------RE--------SI7
Ho capito che cos'è... cos'è... cos'è.... voglio solo bruciare...



LA---------------MI
Naga Morich blues

LA---------------MI
Naga Morich blues

---------SI7-------------------LA
Naga Morich blues... oh yeah....

----------------------MI
Brucia dentro di me...



MI
L'emozione di una sera

sentimento senza fine

accarezzo la tua pelle

le tue forme così belle


-----------LA
Dài scappiamo questa sera... vieni viiiiia con me...

--------DO--------------------------RE--------SI7
non ti voglio più lasciare... oramai... oramai... mi fido di te




LA---------------MI
Naga Morich blues

LA---------------MI
Naga Morich blues

---------SI7-------------------LA
Naga Morich blues... oh yeah....

----------------------MI
Brucia dentro di me...




LA---------------MI
Naga Morich blues

LA---------------MI
Naga Morich blues

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Naga Morich blues oh yeah.... oh yeah... oh yeah....

---------------------MI
Fuoco e fiamme io e te!

(Video di Naga Morich Blues su youtube)

 

 




 

-Inserito il 3.1.09
Reportage Azienda Stuard, Parma, ottobre 2008

Quel fresco mattino d'autunno era piovoso. Mi alzai dal letto ancor prima del violento suono della sveglia. Erano le 5.45 del 23 ottobre 2008 e mi attendeva un viaggio impegnativo. Un viaggio che avrei dovuto fare 10 giorni prima. Avrei dovuto, sì, era importantissimo, per me. Ma la febbre mi costringeva a letto. Peccato.

La frenesia dell'attesa e dell'aspettativa mi portò a divorare velocemente la colazione: caffé, pane, burro, marmellata. La sigaretta, quel mattino, aveva quel non so che di piccante. Fantasia? Paranoia? Assuefazione? Psicosi? Naaa, era puro, semplice e sano entusiasmo!

Dopo il rito quotidiano dell'igiene personale, mi vestii: jeans, felpa, giacca, anfibi e cappello, in previsione di una giornata annunciata umida e piovosa.

Un veloce controllo: soldi? Ci sono. Documenti? Ci sono. Telefonino? C'è. Promemoria per gli acquisti? C'è. Si parte.

Alla stazione di benzina Max mi aspettava. Stava, totalmente rincoglionito dall'orario assurdo della levataccia, fumando una Marlboro accanto alla pompa che avrebbe riempito il serbatoio della mia auto. Un rauco saluto reciproco, il pieno e via!

La Svizzera è un bel paese, soprattutto a sud, dove per fortuna l'italiano la fa da padrone. Ma il semplice sapere che entro poche ore avremmo raggiunto l'Italia ci inebriava. A Parma ci stavano aspettando. Ma l'attesa era tutta nei nostri cuori.

Il viaggio iniziò nel migliore dei modi: chiacchiere divertenti, ricordi di un passato ormai lontano, ma sempre presente. 

Interrogativi... chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, chi ci ha mandati...

Max non è pratico di peperoncini. Non come me. Gli piacciono, punto. Non li coltiva, anche se gli piacerebbe. Iniziarono le sue domande e, man mano che gli fornivo le risposte, mi accorsi che la gioia del piccante stava accomunando i nostri pensieri. 

Lo stavo contagiando...

Al primo autogrillo incontrato lungo la strada ci fermammo: caffé, brioches, spremuta d'arancia. Due passi per sgranchirsi le gambe. Tornammo in macchina, fieri della nostra missione.

L'appuntamento con il nostro mentore era alle 10.00. Arrivammo sul posto alle 9.45, dopo 3 ore e 15 minuti di viaggio. 

Emozione a mille, gioia. Una sensazione provata solo e solamente ai concerti del nostro idolo, il Blasco.

 















Egli ci veniva incontro, con passo felpato e lo sguardo penetrante: Chi saranno questi due? Ah, sì, devono essere gli svizzeri. Me li immaginavo diversi, ma tu guarda... sono fatti come noi. Tanto meglio!

Senza perdite di tempo, ci fece salire sul suo pick-up blu scuro, esternamente tappezzato di fango. Ci condusse al luogo del delitto e, spiegandoci dettagliatamente la situazione, ci incoraggiò ad iniziare il nostro viaggio di scoperta e scelta della merce, restando a disposizione per qualsiasi domanda. Ci lasciò per tornare al suo lavoro, poco lontano da noi, sulla sinistra del campo. Da oltre un mese stava recuperando e catalogando il frutto del suo duro lavoro: raccogliere i frutti isolati e segnalati da un nastro che ne indica la purezza dovuta alla protezione del tessuto non tessuto.

Ad attenderci trovammo 23'000 (ventitremila!!!) piante di peperoncino, tra le quali le 312 varietà del catalogo, perfettamente didascalizzate.

 







 

 

 

Un oceano di colori, forme, profumi. Un oceano di amore, mi verrebbe da dire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iniziammo la visita: tutto era esattamente in ordine alfabetico, come sul catalogo del sito internet. Il percorso partiva dalla sinistra, dal primo dei quattro filari. Procedemmo a slalom, da sinistra a destra, risalendo al termine dei filari e poi da destra a sinistra, fino alla fine del campo.

Vedemmo tutto. Toccammo tutto. Sentimmo tutto. Amammo tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giunti alla fine del campo, il mentore ci raggiunse e lo riempimmo di domande. Domande che richiedevano risposte. Risposte che ci vennero fornite in tutta naturalezza, con tanta passione e attenzione. Scegliemmo la merce da portare a casa con noi. Tantissimi frutti e tantissimi, troppi, semi... Ma la nostra malattia è fatta così: non ci basta mai!
Dopo circa due ore, ci congedammo dal Dottor Dadomo, il quale ci salutava simpaticamente, mentre le nostre tasche si erano quasi completamente svuotate. Denari spesi bene, molto bene! E non ci importava di spendere tutti quei soldi, anzi, ne andavamo fieri. E ne andremo fieri tra circa un anno, quando raccoglieremo i frutti del NOSTRO lavoro. E negli anni a venire... Ed eravamo felici di aver conosciuto un uomo così speciale, dedito anima e cuore alla nostra passione comune preferita. I peperoncini.

I Signori Peperoncini.

Certo, si merita davvero un grande successo, il Dottor Dadomo.

Riempiti di nuova Conoscenza e nuovo Sapere, partimmo dal luogo dell'incontro con l'auto colma di allegria e felicità. Destinazione Culatelleria, acquisto di prodotti tipici locali. Poi pranzo e ritorno a casa.

Il rientro fu molto particolare. Dentro di noi albergava la sensazione di magia, quella sensazione che si prova solo dopo aver fatto l'amore, solo dopo un orgasmo. Un orgasmo d'amore.

Raccontare a tutti la giornata, descrivere il campo, le piantine, i frutti.

Mostrare gli acquisti fatti, con quella luce negli occhi che vedi solo sul viso di un bambino il giorno di Natale quando, egli, sotto le fronde dell'albero, cerca, trova e apre i suoi regali.

Quel giorno, il 23 ottobre 2008, quel bambino ero io.

Buon Natale, Mich.